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Lettera di benvenuto dedicata agli alunni delle prime classi

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Paternò 12 settembre 2018

Carissimi studenti delle classi prime, "BENVENUTI"! La canzone "L'esercito del selfie" fa notare che i giovanissimi di oggi, i nativi digitali, hanno una grande confidenza con social e chat, ma hanno perso il vero contatto umano, quello affettivo e concreto, che solo la relazione personale dà veramente. Il primo augurio che vi facciamo, mentre state per iniziare il percorso di formazione nel nostro Liceo, è che possiate realizzare un triplice incontro: con voi stessi, con gli altri, con la Cultura.

 Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti. La scuola è un luogo di incontro; non è un parcheggio. È un luogo di incontro nel cammino. Si incontrano i compagni. gli insegnanti, il personale Ata. I genitori incontrano i professori; il preside incontra le famiglie. E noi oggi abbiamo bisogno di questa cultura dell'incontro per conoscerci, per amarci, per camminare insieme. E questo è fondamentale in questa fase della vostra crescita. La famiglia è il primo nucleo di relazioni: la relazione con il padre e la madre e i fratelli è la base, e ci accompagna sempre nella vita. Ma a scuola noi "socializziamo": incontriamo persone diverse da noi per età, per cultura, per origine, per capacità. La famiglia e la scuola non vanno mai contrapposte! Sono complementari, è importante che collaborino, nel rispetto reciproco. E le famiglie dei ragazzi di una classe possono fare tanto collaborando insieme tra di loro e con gli insegnanti. Questo fa pensare a un proverbio africano tanto bello: "Per educare un figlio ci vuole un villaggio". Attraverso le varie materie di studio noi desideriamo ardentemente farvi conoscere il vero, il bello, il buono, in maniera armonica! Insieme, questi elementi vi faranno crescere e vi aiuteranno ad amare la vita, anche quando affronterete difficoltà e problemi. Infine vi auguriamo di percorrere una bella strada nella nostra scuola, una strada che faccia imparare le tre lingue, che una persona matura deve sapere parlare: la lingua della mente, la lingua del cuore e la lingua delle dita. Ma armoniosamente: pensare quello che senti e quello che tu fai; amare quello che tu pensi e quello che tu fai; fare bene quello che tu pensi e quello che tu senti. La vostra persona è  come una piccola pianta, che curata, giorno dopo giorno, fiorirà e darà i suoi frutti. Ma anche ciascuno di voi dovrà impegnarsi a curare la propria formazione con impegno continuo, con forte motivazione, con profonda gioia, perché, solo se voi lo vorrete, questa pianta diventerà bella e grande!

Il Dirigente e la Comunità Scolastica del Liceo Scientifico "E. Fermi"

 

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