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Il Fermi "Oltre i cento passi" con Giovanni Impastato

  Dichiara subito di non essere un conferenziere, ma un militante alla ricerca della verità, e che vuole dare alla storia di Peppino un valore diverso. Così, sullo scemare delle note di una recente interpretazione di “Quannu moru faciti ca nun moru” di Rosa Balistreri, che hanno accompagnato il suo ingresso giorno 9 novembre nell’aula magna del nostro Liceo, si è aperto il tanto atteso incontro con Giovanni Impastato, autore del recente volume “Oltre i cento passi” edito da Piemme nel 2017 in occasione del quarantennale della morte del fratello per mano della mafia.

Ad accoglierlo, il Dirigente scolastico e gli alunni delle classi 2A, 2B, 2Bt, 2C, 2D, 3A, 3At, 4A, 4At, 5A, con i loro insegnanti.
L’iniziativa, che rientra nel ventaglio, previsto per quest’anno, di letture di legalità, ha offerto l’occasione di avere una testimonianza viva e vissuta, di mostrare ai giovani una prospettiva non distorta della realtà avviandoli al pensiero critico e alla ricerca, di far conoscere gli intenti di Casa Memoria perché Peppino Impastato non resti solo un passato da commemorare.
Molto sentita, e a tratti commossa, la partecipazione di tutti i presenti, in particolare degli alunni che si sono preparati con una serie di attività (visione del film e di documentari, lettura del libro, ricerche, produzione di digital storytelling, riflessioni).
Giovanni Impastato ripercorre dettagliatamente la vita di Peppino: l’infanzia, l’adolescenza, la formazione, i rapporti familiari, il clima culturale della Cinisi degli anni ’60-’70 tra spinte di forte cambiamento e collusioni mafiose, le difficoltà di rompere quel vincolo ‘malato’ con la criminalità che tutto avvizzisce e compromette la libertà del singolo e della comunità intera deturpando la bellezza del territorio e della vita stessa.
Restituisce all’uditorio la tragicità di quella morte, le difficoltà delle indagini subito depistate, la sofferenza mai sopita e la ferrea tenacia di mamma Felicia nel ricercare verità e giustizia. Testimonia il suo rapporto fraterno, i conflitti domestici, le discussioni ed anche i litigi con Peppino e, nello stesso tempo, dopo l’atroce barbara esecuzione, la complessità dei tanti anni trascorsi a lottare perché si facesse luce sui fatti, perché trionfasse una verità scomoda ma vera.
Sottolinea il suo ruolo di erede spirituale e di tutore dell’immagine del fratello divenuto un’icona, specie dopo lo straordinario successo del film di M.T. Giordana “I cento passi”.
Il libro “Oltre i cento passi” nasce dal progetto di superare quell’icona cristallizzata per restituire vitalità e futuro al messaggio di impegno civile e di lotta per l’affermazione dei diritti in nome della giustizia e per la libertà, contro lo spettro emergente di nuove ideologie oscurantiste e reazionarie.
Peppino è un esempio di infaticabile impegno politico; ci lascia un grande insegnamento, lui che ebbe la lungimiranza di comprendere l’importanza di intercettare l’attenzione, specie dei giovani coetanei, attraverso l’ironia espressiva della scrittura giornalistica e le icastiche gag di Onda pazza su Radio Aut che mettevano a nudo i loschi affari della politica corrotta.
“E dopo Peppino? … siamo andati avanti: abbiamo continuato a muoverci, perché solo facendole circolare le idee sono vive e mettono in moto le coscienze. E non si tratta solo di questo: occorre che le idee appaiano in tutta la loro bellezza, perche è così che hanno l’energia che meritano” (cfr. p. 97 op.cit.).
A chi gli chiede dove trovi il coraggio di andare avanti risponde: “Lo trovo in voi”. Negli anni Giovanni ha incontrato migliaia di persone che lo hanno spinto ad andare avanti perciò si dichiara ottimista sul futuro, ma avverte: bisogna crederci, studiare, leggere, impegnarsi, partecipare. Sollecita perciò gli studenti a non avere paura, a non cedere all’indifferenza, ne ascolta con interesse le numerose domande su sfera privata e temi di attualità; a tutti risponde pazientemente e con grande generosità.
Grazie, Giovanni!

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